{"id":221,"date":"2017-05-05T19:07:41","date_gmt":"2017-05-05T18:07:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.proone.it\/site\/?page_id=221"},"modified":"2017-05-26T11:06:02","modified_gmt":"2017-05-26T10:06:02","slug":"proone-meeting","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.proone.it\/site\/?page_id=221","title":{"rendered":"ProOne Meeting &#8211; Intervento di apertura"},"content":{"rendered":"<h3>Apertura, a cura di Paolo Percassi<\/h3>\n<p>Buonasera e benvenuti al ProOne Meeting.<\/p>\n<p>Vi ringrazio per aver accettato l\u2019invito a questo nostro incontro e di essere intervenuti cos\u00ec numerosi. Mi auguro che la serata possa essere all\u2019altezza delle vostre aspettative.<\/p>\n<p>In molti, durante le scorse settimane, mi hanno chiesto il perch\u00e9 di una serata come questa.<\/p>\n<p>Ho gi\u00e0 tranquillizzato tutti quelli che mi hanno posto questa domanda dicendo che si tratta di una serata molto semplice nella quale persone (e aziende) che condividono lo stesso strumento potranno avere occasione di incontro e di confronto.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8, tuttavia, un pensiero sottostante alla serata ed \u00e8 giunto il momento di condividerlo con tutti voi.<\/p>\n<p>ProOne mi ha dato un\u2019opportunit\u00e0 unica che mi ha stimolato nel pensare, organizzare e proporre questa serata.<br \/>\nL\u2019opportunit\u00e0 \u00e8 quella di essere potuto entrare nei meccanismi pi\u00f9 profondi delle vostre aziende, di aver potuto vedere l\u2019energia che tutti voi mettete nel quotidiano impegno.<br \/>\nSpesso si tratta di un impegno e di una tenacia che difficilmente si possono cogliere dall\u2019esterno ma, a mio avviso, meritano di essere valorizzati e sottolineati.<br \/>\nCi\u00f2 che, quotidianamente, posso vedere all\u2019interno delle vostre aziende \u00e8 un\u2019Italia operosa, che si impegna per raggiungere i propri obiettivi, che talvolta sbaglia, cade ma prontamente si rialza e riparte ancor pi\u00f9 determinata.<\/p>\n<p>Le vostre aziende possono, orgogliosamente, fregiarsi del titolo di PMI (Piccola Media Impresa) un termine che, da alcuni, \u00e8 visto come il sintomo di un nanismo industriale ma che altri riconoscono essere il vero e proprio elemento centrale dell\u2019economia italiana, l\u2019ossatura che ha sostenuto e sostiene un tessuto imprenditoriale e produttivo che trova la sua maggior concentrazione nel nord-est del Paese. Non faccio segreto di riconoscermi, da tempo, in questa seconda visione.<\/p>\n<p>Vi ringrazio, quindi, dell\u2019opportunit\u00e0 che quotidianamente mi date di far parte di questa Italia operosa della quale, troppo spesso ci si dimentica ma che, ogni giorno, lavora, crea opportunit\u00e0 di impiego, produce, fatica e raccoglie risultati: talvolta soddisfacenti, talaltra no.<\/p>\n<p>In questo vostro impegno si \u00e8 inserito, dove pi\u00f9 dove meno, ProOne che \u00e8 divenuto, per certi aspetti, quotidiano compagno di viaggio.<\/p>\n<p>L\u2019idea, quindi, per la nostra serata \u00e8 quella di un incontro tra persone che stanno condividendo un viaggio e che desiderano cogliere da altri, per lo pi\u00f9 sconosciuti, quali siano le impressioni e le esperienze che stanno vivendo cos\u00ec da confrontarle con le proprie e da poter avvicinare aspetti che, sino ad oggi, non avevano affrontato.<\/p>\n<p>La maggior parte di voi, come detto, vive ProOne quotidianamente ma, per meglio introdurre la serata e per consentire una maggiore comprensione anche agli ospiti che si approcciano a ProOne stasera per la prima volta, vi rubo qualche istante per una breve introduzione \u201cstorica\u201d.<\/p>\n<p>ProOne nasce, nel 2006, come conseguenza di oltre 10 anni di esperienza nella realizzazione di software \u201cverticali\u201d per lo pi\u00f9 condotti in ambito della gestione della produzione.<br \/>\nQuei progetti \u201cverticali\u201d erano tutti differenti uno dall\u2019altro ma sottintendevano la medesima tematica gestionale. Serviva un\u2019astrazione, una sorta di \u201cteoria unificata\u201d capace di recepire le dinamiche di tutte le diverse sfaccettature e gestirle con una visione unitaria.<br \/>\nLa chiamo \u201cteoria unificata\u201d in memoria della \u201cTeoria Unificata dei Segnali\u201d nel cui solco si inser\u00ec la mia tesi di laurea stesa tra il 1993 e il 1994. Allora eravamo uno sparuto gruppo di studenti che ipotizzavano (per lo pi\u00f9 derisi dagli altri) che sul caro vecchio doppino telefonico saremmo riusciti a trasmettere dati fino a 20 Mb\/s. L\u2019ADSL e l\u2019HDSL che usate nelle vostre case e nelle vostre aziende nascono proprio da quei progetti. Sono passati quasi 25 anni da quando l\u2019affrontare la trasmissione dei segnali con una \u201cteoria unificata\u201d consent\u00ec di andare oltre al limite (che pareva insormontabile) dei modem a 56k. Ora, con la \u201cteoria unificata\u201d con la quale \u00e8 stato sviluppato ProOne ritengo si possano superare alcuni dei limiti imposti dai sistemi gestionali tradizionali.<\/p>\n<p>Ma cos\u2019\u00e8 ProOne? ProOne non \u00e8 un software, \u00e8 uno strumento per sviluppare un progetto. Tutti voi mi avete sentito ripetere, fino alla nausea, che ProOne \u00e8 un progetto.<\/p>\n<p>Per dirlo con una metafora che uso spesso: ProOne \u00e8 una scatola di costruzuioni Lego.<\/p>\n<p>Proprio come le Lego, ProOne contiene gli elementi base, da comporre, assemblare, aggregare per realizzare la propria composizione. Certamente \u00e8 molto pi\u00f9 facile ed immediato acquisire un oggetto gi\u00e0 montato e pronto per l\u2019uso, ma comprare una scatola di costruzioni e costruire da s\u00e9 il proprio oggetto permette di raggiungere alcuni significativi valori aggiunti:<\/p>\n<ol>\n<li>nel costruire si pu\u00f2 dare la forma pi\u00f9 personalizzata possibile, valorizzando gli aspetti ai quali si tiene di pi\u00f9;<\/li>\n<li>nel costruire si approfondisce la conoscenza delle proprie effettive necessit\u00e0;<\/li>\n<li>nell\u2019utilizzare le costruzioni si \u00e8 obbligati a interpretare qualsiasi forma utilizzando i mattoncini a disposizione questo talvolta porta a qualche spigolo di troppo ma garantisce solidit\u00e0 all\u2019intera struttura;<\/li>\n<li>avanzando nel tempo la costruzione pu\u00f2 essere rimodulata aggiungendo, togliendo, modificando alcune parti.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Adottare ProOne in azienda, pertanto, significa acquisire una sistema di \u201ccostruzioni\u201d e avviarsi alla realizzazione della propria soluzione informatica.<\/p>\n<p>Rispetto all\u2019adozione di un normale gestionale, si tratta, certamente, di un percorso pi\u00f9 oneroso, in termini di impiego di risorse e di necessit\u00e0 di rimettersi in gioco.<\/p>\n<p>Sulla base di ci\u00f2 che alcuni di voi ci diranno pi\u00f9 tardi, capiremo se nella loro esperienza, all\u2019aumentato impegno sia corrisposto un risultato adeguato.<\/p>\n<p>Tornando alla storia, nei primi mesi del 2006, ho iniziato lo sviluppo di ProOne immaginando che potesse divenire lo strumento \u201cgiusto\u201d per aziende anche tra loro molto differenti. I primi ambiti coperti, in sintonia con le esperienze dei 10 anni precedenti, sono stati quelli relativi alla produzione, quindi \u00e8 venuta la gestione dei cicli attivo e passivo, poi la parte della gestione commerciale, la gestione della qualit\u00e0 ed, infine, la gestione contabile e amministrativa. Il tutto sempre con un approccio che vede il lavoro al centro per cui concetti quali \u201ccommesse\u201d, \u201crisorse umane\u201d, \u201crisorse strumentali\u201d sono presenti quasi ovunque nell\u2019operativit\u00e0 di ProOne.<\/p>\n<p>In questi oltre 10 anni ProOne \u00e8 cresciuto grazie al contributo di molte persone. Se chiudendo il programma dovessero passare i titoli di coda, come avviene nei film, quelli di ProOne sarebbero molto lunghi, un lungo elenco di nomi che vedrebbe, tra i tanti, anche il vostro.<\/p>\n<p>Siete stati voi, con le vostre richieste, le vostre esigenze, le vostre critiche, i vostri suggerimenti a far nascere, nella scatola di ProOne sempre pi\u00f9 mattoncini: ad ogni necessit\u00e0 evidenziata il mio compito \u00e8 stato solo quello di disegnare nuovi mattoncini, dalle forme e colori differenti, e aiutarvi a costruire il pezzo che vi mancava; la cosa straordinaria \u00e8 che altre aziende, trovando quei nuovi mattoncini, hanno potuto realizzare altri costrutti, differenti dai vostri, e questa reciprocit\u00e0 ha consentito una crescita collaborativa del progetto.<\/p>\n<p>Proprio per il vostro ruolo attivo, questa sera vi abbiamo chiesto di indossare un nastro nel quale appare la locuzione \u201cI\u2019m ProOne\u201d: \u201cio sono ProOne\u201d. Si! Ciascuno di voi pu\u00f2 dirsi parte integrante di questo progetto.<\/p>\n<p>Essendo nato nelle PMI, ProOne ha un\u2019altra caratteristica peculiare: esso \u00e8 stato, per lo pi\u00f9, costruito con le mani di chi \u00e8 operativo. Si potrebbe dire che esso sia cresciuto con il \u201cmetodo Toyota\u201d, l\u2019approccio che portando l\u2019attenzione per la qualit\u00e0 fin ai singoli operai e rendendoli attivamente partecipi del processo di miglioramento, ha determinato il successo di quelle case automobilistiche giapponesi che, sul finire del ventesimo secolo, hanno superato i colossi europei ed americani.<\/p>\n<p>Nelle PMI italiane il metodo Toyota \u00e8 sempre esistito: \u00e8 sempre successo, anche grazie alla filiera corta, che l\u2019ultimo degli operai abbia dato un contributo alla qualit\u00e0 del processo produttivo, magari parlando con il direttore di produzione o, pi\u00f9 spesso, direttamente con il titolare dell\u2019azienda.<\/p>\n<p>ProOne, pertanto, \u00e8 cresciuto pensando che ogni addetto dovesse interagire con il sistema in modo da rendere il programma non uno strumento per gestire a posteriori le informazioni ma lo strumento con il quale condurre le proprie azioni.<\/p>\n<p>Sempre per questo, ProOne \u00e8 andato ad occupare anche postazioni dove, normalmente, ci sono software specifici per la produzione, per la logistica, per la qualit\u00e0. Poter gestire tutti i processi con un unico sistema permette di avere un\u2019unica \u201clingua\u201d all\u2019interno dell\u2019azienda e favorisce gli scambi tra i reparti ottenendo una fluida circolazione delle informazioni.<\/p>\n<p>A oltre 10 anni dall\u2019avvio del progetto, non spetta a me dire se l\u2019obiettivo sia stato raggiunto o meno, siete voi, con il vostro agire quotidiano e sarete voi, con le testimonianze che porterete questa sera, a provare a dare una risposta a questo interrogativo.<\/p>\n<p>La serata, tuttavia, vuole essere e rimanere leggera e, come tale, desidererei farla iniziare con un intervento che ha il compito di \u201crompere il ghiaccio\u201d.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 mai capitato di sentire un estraneo (magari uno straniero) parlare di una cosa a voi nota? Spesso questa situazione ci porta a sorridere in quanto sentiamo raccontare qualcosa che noi viviamo da vicino, da parte di chi, non comprendendo appieno, ne ha una visione distorta, talvolta divertentemente distorta, ma, al tempo stesso, ci porta a riflettere se la visione di cui ci ritenevamo assolutamente certi, sia effettivamente quella corretta.<\/p>\n<p>Per questo la prima pseudo-testimonianza che ascolteremo viene da molto lontano.<\/p>\n<p>Grazie alla disponibilit\u00e0 di Fiorenzo Savoldi Presidente di Tenda Verde (che ci ospita in questa straordinaria location) e alla sua passione per il teatro abbiamo provato ad immaginare cosa potrebbe dire un extra-terrestre che si imbattesse nelle vostre aziende.<\/p>\n<p>Vi lascio quindi a Fiorenzo e a questa strana storia con cui intendiamo iniziare la serata e grazie ancora a tutti voi per essere intervenuti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Apertura, a cura di Paolo Percassi Buonasera e benvenuti al ProOne Meeting. Vi ringrazio per aver accettato l\u2019invito a questo nostro incontro e di essere intervenuti cos\u00ec numerosi. Mi auguro che la serata possa essere all\u2019altezza delle vostre aspettative. In molti, durante le scorse settimane, mi hanno chiesto il perch\u00e9 di una serata come questa. 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